20 MAGGIO 2026
Sicurezza sul lavoro fra Intelligenza Artificiale e smart working: il supporto di Zucchetti
Il tema della sicurezza sul lavoro estende i propri confini includendo le conseguenze della modalità di lavoro in smart working, con il rischio da mancata disconnessione, e quelle dell’organizzazione tramite gli algoritmi dell’AI. Con Zucchetti il rischio diventa opportunità

A Bologna si dà appuntamento un evento che riguarda tutte le organizzazioni e tutti i segmenti del mercato: quello dedicato alla sicurezza sul lavoro. Si terrà infatti a BolognaFiere, dal 26 al 28 maggio, l’edizione 2026 del Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra i protagonisti sarà presente Zucchetti che, con oltre 1.700 soluzioni software a catalogo, propone dal 2014 un ecosistema integrato su piattaforma completa. Questo comprende Safety Solution, dedicata alla gestione della sicurezza sul lavoro, Risk & Audit, orientata alla redazione dei documenti di valutazione dei rischi e, più in generale, ai sistemi di gestione della salute e sicurezza, e Appalti, il primo gestionale realmente integrato con il mondo della consulenza del lavoro per la gestione in tempo reale degli appalti.

La salute sui luoghi di lavoro è un tema quanto mai importante e in continua trasformazione al variare dei cambiamenti di modelli operativi e modalità di esecuzione legate al lavoro. Zucchetti, grazie alla presenza in fiera e a un seminario dedicato (Sicurezza, AI e fattore umano: il rischio più grande non è l’algoritmo), con le sue soluzioni costantemente implementate da nuove funzionalità, è in grado non solo di fornire risposte concrete ma anche di mostrare la direzione nella quale agire per la tutela dei lavoratori e dei luoghi di lavoro.

“Oggi” - dichiara Morena Marelli Head of HSE Solutions Zucchetti - “una delle direzioni maggiormente attenzionate è quella della relazione fra Intelligenza Artificiale e sicurezza sul lavoro, con il carico di opportunità ma anche di nuovi rischi che porta con sé.
Usare l’intelligenza artificiale nella sicurezza sul lavoro per operazioni di analisi e monitoraggio significa affrontare una trasformazione profonda perché l’Intelligenza Artificiale accelera processi, analizza dati e supporta decisioni, ma rischia anche di aumentare densità e velocità del lavoro generando nuovi rischi psicosociali. Per funzionare davvero, l’IA deve inserirsi in processi chiari, digitalizzati e coerenti. Non può quindi essere una sovrastruttura che si aggiunge al caos: deve contribuire a “fare ordine”. Significa rivedere i flussi operativi, ridurre passaggi manuali inutili, definire una nuova progettualità fatta di criteri condivisi e trasparenti. Solo così la tecnologia smette di essere un moltiplicatore di pressione e diventa una leva di maturità organizzativa.

Altro tema fondamentale e collegato a quello della IA è quello dello stress da lavoro correlato. Il lavoro senza orari e il lavoro agile stanno modificando la misurazione del tempo di lavoro. La tecnologia non è il problema. I rischi più significativi del lavoro da remoto sono organizzativi e gestionali: carichi mal distribuiti, obiettivi irrealistici, ruoli poco chiari, assenza di priorità, cultura della prestazione continua, che si vanno a sommare a quelli già descritti dell’IA. Per questo, una prevenzione efficace non si limita all’utilizzo di DPI, procedure o informative, ma passa anche attraverso una progettazione del lavoro che integri la tutela della salute con un approccio strutturato di risk management aziendale. In questo contesto, la tecnologia può rappresentare un supporto indispensabile, sia nella pianificazione sia nelle attività di monitoraggio e rendicontazione. Strumenti digitali semplici e trasparenti, progettati per rendere visibili i carichi di lavoro, intercettare gli eccessi e segnalare tempestivamente eventuali squilibri prima che si traducano in malessere, contribuiscono concretamente a rafforzare il controllo dei rischi aziendali e a migliorare la qualità della vita lavorativa”.