15 APRILE 2026
Trasparenza salariale: un’azienda su tre dichiara di ignorare totalmente gli obblighi imminenti
L’Osservatorio Zucchetti HR 2026, presentato il 14 aprile allo Zucchetti Village a Lodi, nella cornice dell’evento “Human Revolution Day”, indica come si stanno muovendo le aziende, di ogni dimensione, nella complessità delle nuove sfide HR: l’imminente applicazione della nuova norma sulla trasparenza salariale, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nelle prassi HR e gli aspetti di selezione, onboarding, formazione e welfare. 

Le aziende riescono a correre alla stessa velocità dei cambiamenti in atto? E come progettano di riempire i gap eventuali? Le risposte sono state elaborate nella sesta edizione dell’Osservatorio Zucchetti HR che si rivela quindi come prezioso strumento per analizzare le tappe della trasformazione digitale nelle aziende e il ruolo della tecnologia a supporto dei processi HR. Il campione analizzato, composto da più di 1.500 aziende di tutta Italia e di tutte le dimensioni, ha evidenziato interessanti comportamenti nell’ambito della gestione delle risorse umane.

L’importante studio, condotto da Zucchetti ed elaborato da un Advisory Board di qualità che comprende manager di importanti aziende, professionisti e docenti di università italiane, evidenzia in quali ambiti le aziende stiano orientando i loro investimenti e come debbano essere maggiormente supportate nel loro cammino di evoluzione digitale: l’HR, infatti, trova nella tecnologia un alleato per rispondere ai grandi cambiamenti e gestirli in modo efficiente e integrato.

Il primo significativo cambiamento è rappresentato dall’applicazione della Direttiva Europea sulla Trasparenza Retributiva. I dati dell’Osservatorio indicano che un’azienda su tre e una piccola azienda su due dichiara di ignorare totalmente gli obblighi imminenti, e che soltanto il 32% del campione espone chiaramente il dato della RAL negli annunci di lavoro (tra i nuovi obblighi della Direttiva). Di conseguenza l’organizzazione HR e la cultura aziendale dovranno essere affiancate sempre di più dalla tecnologia per manutenere anagrafiche complete del personale, identificare e catalogare skill e mansioni, 'clusterizzare' i lavoratori sulla base di profili con mansioni uguali o di pari valore, fare simulazioni e analisi di dettaglio, informare i lavoratori con report e strumenti di comunicazione.
Altra importante evoluzione in atto è l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nella gestione del personale, anche se con velocità differenti. A livello di grandi aziende l’adozione dell’AI per i processi HR si attesta al 19%, mentre le piccole aziende sono in ritardo e non hanno ancora intrapreso questi percorsi. L’uso dell’AI non come strumento di produttività individuale (come nel caso dei comuni chatbot) ma come integrazione nei processi HR sarà la grande sfida dei prossimi anni visto che oggi è limitato al 12% dei casi (con una quota del 9% di aziende che le userà a breve).

Una non meno importante sfida è quella della gestione multigenerazionale: il 52% delle aziende ha modificato la strategia per attrarre e trattenere i giovani e il 47% ha analizzato i pensionamenti. Le aziende stanno quindi cercando di diversificare l’approccio al capitale umano e di integrare età diverse nella stessa architettura organizzativa, costruendo modelli che valorizzino competenze lungo l’intero ciclo di vita e coerenti all’attuale mercato del lavoro. 

Anche sulle priorità d’investimento emergono dati significativi: Formazione e Sviluppo del personale rappresentano il 59% delle preferenze e il Benessere si attesta al secondo posto con il 53%. Segnali che dimostrano quanto il coinvolgimento e la motivazione delle risorse siano elementi decisivi per il successo delle imprese.

“Le trasformazioni più incisive” commenta Luca Stella, Innovation Manager BU HR di Zucchetti e Presidente dell’Advisory Board dell’Osservatorio Zucchetti HR, “devono partire prima di tutto da un cambiamento culturale. Ed è ciò che dovrà innescare l’applicazione della normativa sulla trasparenza salariale. Si tratterà di ragionare in termini di organizzazione in cluster quindi sui sistemi di job architecture per andare a mappare competenze e compiere analisi del gender gap. Ma l’indagine su come le aziende si stiano approcciando a questa novità normativa è solo uno dei tanti filoni investigativi messi in atto dall’Osservatorio.
Abbiamo infatti analizzato come le aziende gestiscono:

- lo sviluppo dell’AI applicata all’HR, recruiting e onboarding digitalizzati
- RAL negli annunci e anonimizzazione dei CV
- analisi e tool per gestione dei pensionamenti
- formazione ibrida, continua e gamification
- welfare e fringe benefit 
- nuove iniziative a supporto dell’educazione finanziaria e del benessere finanziario del personale
- comunicazione ed engagement
- continuous feedback e indagini di clima
- HR analytics e percorso HR data-driven

Quindi la nuova edizione dell’Osservatorio Zucchetti HR, come per le indagini degli anni precedenti, non vuole limitarsi a essere una fotografia statica dei trend HR in corso, ma si pone come un volano importante per promuovere un cambiamento culturale e prospettico capace di sfruttare tutti i vantaggi che può portare alle imprese l’innovazione globale -tecnologie, servizi e contenuti- nella gestione del personale”.

In foto: Michele Mazzieri (Product Manager HR-Fintech & B2E di Zucchetti), Francesco Pepi (Team Leader HR Digital Transformation Consulting di Zucchetti), Domenico Uggeri (Vicepresidente e responsabile BU HR di Zucchetti), Morena Marelli (Head of HSE Solutions di Zucchetti), Matteo Cocciardo (Head of AI & Talent Acquisition Technologies BU HR di Zucchetti), Valentina Ubaldi ( Head of HR Mobility & ESG Solutions di Zucchetti), Silvia Omini (Event Manager & Media Planner di Zucchetti), Cristina Zucchetti (Presidente Z Holding e Responsabile Risorse Umane Gruppo Zucchetti), Luca Stella (Innovation Manager & Strategic Alliances BU HR di Zucchetti), Paolo Susani (Direttore Commerciale di Zucchetti), Andrea Lapolla (Marketing & Communication Team Leader BU HR di Zucchetti).